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Rovere



ll Rovere, chiamato in botanica Quercus petraea, viene classificato come una quercia caducifoglie di prima grandezza che appartiene alla famiglia delleFagacee. Il Rovere viene anche chiamato con altri nomi, tra i quali, i più comuni, sono quercia, farnia, leccio, cerro e quercia rossa.
Il Rovere cresce nelle foreste temperate europee e asiatiche e nel vecchio continente, gran parte del rovere impiegato proviene sia dalla Francia sia dai paesi dell'Europa orientale, quali l'Ungheria, la Croazia, la Slovenia, la Bosnia, la Serbia o l'Albania. Il rovere, tuttavia è molto più diffuso tra le pendici collinari e montane dell'Europa occidentale, in particolare in Italia, esso si riscontra tra le vallate alpine e prealpine, o in boschi.

CARATTERISTICHE DEI FUSTI: gli alberi di Farnia e di Rovere possono raggiungere notevoli dimensioni: altezza superante talora 40 m con diametro a petto d'uomo di 1,50 m e più: le dimensioni della Roverella sono alquanto minori.
Normalmente i fusti delle tre specie sono considerati maturi quando hanno diametro di 45-55 cm. Il fusto delle prime due specie è abbastanza diritto e regolare, con una chioma folta e piuttosto espansa impostata su grossi rami: la
Roverella presenta generalmente fusti meno regolari di forma. In tutte tre le specie sono frequenti forti tensioni interne.

ASPETTO E CARATTERISTICHE DEL LEGNO: l'alburno giallognolo biancastro è nettamente differenziato dal durame bruno, passante a tonalità più cupe col tempo. I raggi midollari sono molto evidenti, particolarmente sulle superfici radiali
dove formano lucide specchiature. Grazie ai grossi vasi (pori) del legno primaverile gli anelli di incremento sono chiaramente identificabili. Il materiale fresco di taglio ha uno spiccato odore acido ed in esso compaiono facilmente delle macchie nerastre per il contatto col metallo degli attrezzi di lavorazione. 

LAVORABILITÀ : La segagione e la piallatura non presentano particolari difficoltà: è però da rilevarsi che a causa delle forti tensioni interne all'atto della segagione una parte delle tavole potranno aprirsi alle estremità con delle
spaccature a V le quali purtroppo portano ad un sensibile abbassamento della resa di segagione.
L'essiccazione è lenta e poco agevole perché difficilmente si riesce ad ottenere una distribuzione omogenea dell' umidità nel corpo delle tavole, soprattutto se queste sono di forte spessore. Da tale difficoltà -qualora si faccia
ricorso ai forni ad aria calda -conseguono spesso fenomeni di collasso e deformazioni localizzate.
In generale, il rovere può essere lavorato molto agevolmente. Va notato, comunque, che un momento essenziale e per certi versi delicato è rappresentato dalla sua essiccazione, procedimento che richiede una elevata dose di esperienza per essere portato a termine: in caso di essiccazione non ottimale, infatti, è concreto il rischio che compaiano deformazioni e crepe evidentemente poco gradevoli sotto il profilo estetico. La sfogliatura (praticata raramente) e la tranciatura si effettuano facilmente e portano a risultati soddisfacenti. La eventuale tinteggiatura e la verniciatura non pongono particolari problemi: in relazione alla porosità del legno richiedono però un elevato consumo di turapori.

IMPIEGHI PRINCIPALI: il legname di Rovere è altamente pregiato sin dall'antichità per: costruzioni navali, marittime, opere varie di carpenteria e di falegnameria. 

Nota. La consistente richiesta di legname di Rovere per i vari impieghi menzionati più sopra non può essere coperta dalle disponibilità italiane ed è pertanto necessario ricorrere a massicce importazioni: si tratta però non soltanto di un problema di quantità ma anche di qualità giacche il materiale proveniente dalla Francia, dalla Jugoslavia e dalla Polonia è giudicato assai migliore del nostro sia come lavorabilità che come aspetto. Un tale fatto incontestabile dipende essenzialmente dall' essere i querceti di tali paesi costituiti da Farnia e non dalla Rovere (sensu stricto) la quale invece assieme alla Roverella predomina in Italia.



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