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Guida-acquistare da informati


Oggi il cliente è letteralmente bombardato da pubblicità, da immagini, da vetrine illuminate, o da grandi centri commerciali dove in ambientazioni scenografiche il mobile diventa una semplice comparsa. 

La domanda di rito a questo punto è: ma cosa stiamo comprando? 

Per rispondere a questa domanda abbiamo preparato una  serie di post che pensiamo possano essere d’aiuto a chi si accinge a valutare l’acquisto di qualsiasi tipologia di mobili. 

Forniamo in questa serie di post tutte le informazioni necessarie per comprendere e valutare ogni preventivo da informati. 

Di seguito una serie di post che vogliono essere una raccolta di informazioni e suggerimenti per poter   in  modo  autonomo    districarsi  nel  campo dell’arredamento  grazie ad   una serie di  semplici  ma  efficaci informazioni. 

Il cliente che si affaccia nel mondo dell’arredamento senza una base per poter valutare la veridicità di quanto viene proposto può cadere  facilmente in valutazioni sbagliate. 

Dopo la lettura dei nostri suggerimenti sarai in grado di: 

  • distinguere e valutare i materiali con cui vengono costruiti i mobili
  • comprendere il linguaggio tecnico usato nelle spiegazioni
  • richiedere correttamente un preventivo
  • paragonare due preventivi 

 

La guida si snoda in una serie di post dai titoli : 

  • Guida ai materiali
  • Le lavorazioni
  • Le verniciature
  • Le laccature
  • Come è composto un mobile ed una  cucina
  • Schede preventivo.

 

Saper distinguere i materiali



Il legno massello

Per valutare correttamente le varie proposte per l’arredamento della casa bisogna essere in grado di capire il linguaggio di chi ci sta proponendo l’acquisto di molte volte con parole tecniche.

Iniziamo con l’apprendere cosa si intende per legno massello o massiccio o legno pieno pieno.

E’ un materiale vivo e solido, con il legno si sono arredate nei secoli le case dei re e della nobiltà di ogni epoca ancora oggi non ha scalfito il suo potere di generare eleganza. Ma siamo certi che sia proprio legno?

La produzione industriale è riuscita a creare materiali che facilmente si possono scambiare per legno, materiali però che sono solo delle imitazioni.
La moderna tecnologia oggi permette di realizzare cucine a basso prezzo con pannelli ricoperti di uno strato di plastica che sembra vero legno. Secondo gli esperti del settore, almeno la metà dei mobili presenti sul mercato è realizzata in questo modo. Se siete alla ricerca solo del prezzo può andare bene anche così, a patto di essere consapevoli di quello che si acquista.

Il consumatore dovrebbe essere tutelato dalla legge 126/91 sulle “Norme per l’informazione del consumatore”, che obbliga i produttori ad abbinare ad ogni articolo una scheda con la descrizione di quello che si acquista, compresi i materiali utilizzati.

Ma la norma è largamente disattesa, oppure i produttori adottano termini che possono ingannare il consumatore, come “noce nobilitato” o “effetto faggio” o ancora “schegge di legno”.

Non è vero legno il nobilitato con carta melaminica e con pellicole transfer, il laminato, il legno stampato.

I mobili in massello sono mobili dove al legno della struttura, dei piani, delle ante, non è stato applicato alcun altro materiale si ha esclusivamente una parte di albero, opportunamente tagliata, piallata e rifinita utilizzata per la costruzione del mobile.

Metodi per scoprire se è legno massello : 





 

A) Se osservando gli spigoli e i vertici notate una piccola riga lungo tutto il lato fino al vertice opposto, molto sottile ma visibile, impossibile da rimuovere (è il punto di giunzione) quella è la prova che non si tratta di vero legno massello.

 






B) Ulteriore verifica, osservare dal di fronte il mobile (cassetto sportello fianco etc.) Nella parte più ampia il legno presenta delle venature, dovete osservare ora il retro e controllare se le venature corrispondono, nel legno pieno devono coincidere, se il disegno corrisponde, è legno massello. Nei mobili non in legno massello il disegno non combacia mai, anzi nella parte frontale noterete una venatura di solito perfetta e nel retro un disegno differente. 



Con mobile in vero legno, si può anche intendere un mobile costituito da legno "dentro" e "fuori", magari legni diversi ma pur sempre legno.

 


Le essenze del legno

Abete bianco



NOME LATINO: Abies alba Mill.

AREA DI VEGETAZIONE NATURALE: in Italia presente in tutta la catena alpina ed in alcune zone dell' Appennino (Emilia, Toscana, Molise, Campania e Calabria). In Europa diffuso nella fascia centrale e sud-orientale. L’abete bianco è la terza specie legnosa resinosa alpina, dopo abete rosso e larice, ed è una specie arborea caratteristica delle montagne dell’Europa meridionale, nei cui boschi ha una funzione ecologica di grande importanza: ha un apparato radicale robusto e profondo (resiste meglio al vento e stabilizza il terreno); si rinnova facilmente sotto la copertura delle piante adulte e favorisce la costituzione di boschi misti (più stabili rispetto a quelli formati da una sola specie).

CARATTERISTICHE DEI FUSTI: Quest'albero, anche nelle condizioni più sfavorevoli, può vivere fino a 250 anni e può raggiungere anche la considerevole altezza di 40 metri diametro che può superante gli 80 cm: Normalmente però si può contare su altezze di 28-30 m e diametri di 40-50 cm. La forma dei fusti è normale, il portamento diritto e slanciato: da notare l'inserimento dei rami a verticilli molto regolari.

ASPETTO E CARATTERISTICHE DEL LEGNO: Gli anelli annuali sono chiaramente riconoscibili, con passaggio graduale tra legno primaverile e legno maturo. Il legno non contiene resina, essendo questa presente soltanto nella corteccia.

Legno economico, tenero, leggero e con basse caratteristiche meccaniche. Per la scarsa resistenza a muffe, insetti e agenti atmosferici deve essere protetto con adeguato trattamento superficiale. E’ tuttavia molto stabile, e ben lavorabile. E’il materiale ideale per la bioarchitettura, il rispetto dell’ambiente le realizzazioni più ecologiche ad elevato risparmio energetico e con spessori maggiorati.

IMPIEGHI PRINCIPALI: l’abete bianco viene impiegato generalmente come l’abete rosso, solitamente senza distinguere le due specie. Esso serve da legname da costruzione, elementi massicci, tavole massicce, finestre, porte, scale, pavimenti, facciate, balconi, rivestimenti di pareti e soffitti, mobili, imballaggi, cassette. Esso viene preferito laddove il contenuto di resina dell’abete rosso è indesiderato. Per tale motivo viene impiegato per i contenitori di sostanze chimiche liquide. Nella costruzione di strumenti musicali funge da legno di risonanza per strumenti a corda con toni bassi.        

Castagno



NOME LATINO: Castanea sativa Mill.

AREA DI VEGETAZIONE NATURALE: in Italia: fascia montana di bassa altitudine sia della catena alpina che degli Appennini. In Europa presente nella fascia meridionale ed in varie zone del settore centro-occidentale con insediamenti discontinui derivanti da antichi impianti artificiali; trovasi altresì nella Turchia asiatica e sulla catena nord-africana dell' Atlante.
CARATTERISTICHE DEI FUSTI: sono fortemente difformi a seconda del governo e del trattamento dei soprassuoli. I polloni cedui sono diritti e regolari mentre le piante d'alto fusto destinate alla produzione del frutto sono condizionate

dall'innesto e dagli interventi colturali: l'altezza può giungere a 30 m ed il diametro a petto d 'uomo anche a 2 m; la chioma è molto ampia e portata da biforcazioni o da grossi rami inseriti piuttosto in basso. Il portamento non è mai molto regolare: in particolare negli individui destinati alla produzione delle castagne in corrispondenza dell'innesto vi è sempre una evidente malformazione con deviazione della fibratura: frequenti le cipollature.

ASPETTO E CARATTERISTICHE DEL LEGNO: Contraddistinto da una durata prolungata nel tempo, esso viene impiegato anche per la costruzione di mobili e per tavole, travi e altri materiali di assemblaggio: risultando poco sensibile rispetto ai cambiamenti di temperatura e umidità, può fungere anche da isolante termico. Non sarà difficile, quindi, trovarlo a latitudini diverse, dalla montagna al mare, proprio per la sua capacità di risultare pressoché “indifferente” all’umidità esterna.

ll legno di castagno è per colore e struttura simile a quello della quercia, tuttavia da questo facilmente distinguibile per i raggi midollari non visibili ad occhio nudo. Si tratta di un tipico legno a porosità anulare, nel quale l’anello di vasi primaverili non si distingue in modo evidente. Il colore bruno è più delicato rispetto a quello della quercia

Vale la pena di ribadire e insistere molto sulla eccellente resistenza di questo legno all’umidità: essa, infatti, implica che le sue dimensioni, la sua forma e il suo volume rimangono pressoché inalterati al cambiare delle temperature e delle condizioni esterne.

LAVORABILITÀ: La segagione è agevole purché la fibratura non sia troppo irregolare: altrettanto può ripetersi per la pial1a tura, operazione che peraltro non riesce sempre in modo perfetto. L 'essiccazione è piuttosto lenta e talora non immune da una irregolare distribuzione finale dell'umidità. Il materiale lasciato all'esterno risulta spesso macchiato in nerastro mentre dall'essiccazione in forno possono derivare fenomeni di collasso, deformazioni e fenditure. La sfogliatura è praticata molto di rado mentre la tranciatura dei tronchi di avanzata età con durame molto colorato può fornire apprezzate impiallacciature decorative. Le unioni con chiodi o viti sono di facile esecuzione ma di mediocre tenuta.

L'incollaggio non presenta difficoltà. La tinteggiatura e la verniciatura non risultano difficili, ma a causa dell'elevato contenuto di tannini del legno usando nuovi prodotti di finitura conviene sempre fare qualche prova preliminare: la forte porosità porta comunque ad un abbondante consumo di turapori. Da tenere sempre presente che in ambiente umido il contatto con pezzi metallici (attrezzi di lavorazione, chiodi, viti, perni, ecc.) può facilmente determinare sul legno sgradevoli macchie nerastre.

IMPIEGHI PRINCIPALI: non vi è settore dell'artigianato o delle industrie del legno che non si possa giovare del legname del Castagno. Dai giovani virgulti adoperabili come sostegno di colture floreali o per cerchi di botti si passa via via ai paletti agricoli ed alla paleria per linee elettriche, al tondello per doghe e per frise, ai tondoni per travature squadrate o segate, ai tronchi da sega o da tranciatura, al materiale da triturazione per pannelli di vario tipo, per carta e cellulosa o per l'estrazione del tannino. Le applicazioni di maggior interesse sono senza dubbio quelle che rientrano nel settore delle costruzioni e questa scheda fornisce precisazioni per quanto concerne le strutture portanti vere e proprie mentre altri cenni verranno fatti nelle sezioni riguardanti l'arredamento, i mobili, gli infissi e la pavimentazione. Nota. Il legname di Castagno consumato in Italia deriva in gran parte dalla produzione nazionale, ma negli ultimi anni si sono anche importati discreti quantitativi dalla Francia, sia in tronchi da tranciatura che in tavolame di modesta lunghezza.

Ciliegio



NOME LATINO: Prunus avium cerasus.

AREA DI VEGETAZIONE NATURALE: è diffuso in tutta Europa ad eccezione del Nord della Scandinavia. Originario dell’Asia Minore e del Caucaso, in Italia presente allo stato spontaneo e sporadico nelle aree collinari, ed in quelle di bassa e media montagna.

CARATTERISTICHE DEI FUSTI: è una pianta che cresce nei boschi e s’innalza fino a 15/20 m, la sua corteccia è grigio-bruna, liscia, lucente, le foglie sono ovali, i frutti del ciliegio selvatico sono più piccoli e scuri di quello coltivato.

ASPETTO E CARATTERISTICHE DEL LEGNO: legno robusto, buona resistenza alla flessione e all’urto, compatto non si spacca facilmente, nodi piccoli, il legno è di un colore giallo-arancione tendente al rossiccio, gentile è la sua venatura. 

LAVORABILITÀ: molto buona.

IMPIEGHI PRINCIPALI: l legno di ciliegio viene utilizzato massiccio e in sfogliati, per mobili, strutture interne, rivestimenti per pareti e soffitti, tavolati, oggetti d’arredamento ed accessori. Il legno di ciliegio è un classico tra i legni per mobili edera quello preferito nel periodo biedermeier. Il ciliegio europeo è disponibile solo in quantità limitate e si tende ad
usarlo per mobili speciali. Il ciliegio americano è più facilmente disponibile e commercialmente importante negli stati centrali dell'atlantico. E' usato per pannellature, mobili, falegnameria di alta classe Viene impiegato per tutti i lavori di ebanisteria fine. La varietà americana Prunus serotina denominata anche black cherry, per il suo bel colore scuro ed intenso è particolarmente pregiata e viene utilizzata dalle industrie del mobile.

Noce



NOME LATINO: Juglans regia.

AREA DI VEGETAZIONE: il Noce non appartiene alla flora forestale ma è coltivato nell'Europa meridionale e nella parte Sud dell'Europa centrale per la produzione dei suoi frutti.

CARATTERISTICHE DEI FUSTI: trattandosi di alberi cresciuti sempre isolatamente il fusto non è mai slanciato, ma si presenta piuttosto tozzo, a chioma inserita generalmente in basso, su una impalcatura di rami o biforcazioni di
diametro abbastanza elevato, cosi da risultare ampia e tondeggiante.

ASPETTO E CARATTERISTICHE DEL LEGNO: il largo alburno giallognolo biancastro si differenzia nettamente dal durarne bruno cupo variegato, talora sfumante in tonalità grigie, a contorno non sempre regolare.

Il legno di noce è uno dei legni che viene di più utilizzato per la realizzazione di arredi.

Nota. La continua ed insistente richiesta di legname di Noce per i vari impieghi precisati più sopra e d'altro canto la mancata sostituzione da parte degli agricoltori degli alberi abbattuti per vendere il legname, ha portato al progressivo
esaurimento delle disponibilità interne che un tempo erano discrete. Questo fatto ha avuto due conseguenze: la prima è che ci si è rivolti a cercare di importare tronchi di Noce dalle zone ove tale pianta è ancora presente in discreti quantitativi (Turchia, Iran, Pakistan, catena himalayana). La seconda conseguenza è che si è andati alla ricerca di legni sostitutivi, aventi cioè una certa rassomiglianza con il vero Noce. Da un punto di vista generale questo fatto è del tutto logico ma non è giustificabile adottare per tali legni sostitutivi il nome «Noce di. ..» quando invece si tratta di specie ben diverse tanto sotto l'aspetto botanico quanto per le caratteristiche tecnologiche.

Rovere



ll Rovere, chiamato in botanica Quercus petraea, viene classificato come una quercia caducifoglie di prima grandezza che appartiene alla famiglia delleFagacee. Il Rovere viene anche chiamato con altri nomi, tra i quali, i più comuni, sono quercia, farnia, leccio, cerro e quercia rossa.
Il Rovere cresce nelle foreste temperate europee e asiatiche e nel vecchio continente, gran parte del rovere impiegato proviene sia dalla Francia sia dai paesi dell'Europa orientale, quali l'Ungheria, la Croazia, la Slovenia, la Bosnia, la Serbia o l'Albania. Il rovere, tuttavia è molto più diffuso tra le pendici collinari e montane dell'Europa occidentale, in particolare in Italia, esso si riscontra tra le vallate alpine e prealpine, o in boschi.

CARATTERISTICHE DEI FUSTI: gli alberi di Farnia e di Rovere possono raggiungere notevoli dimensioni: altezza superante talora 40 m con diametro a petto d'uomo di 1,50 m e più: le dimensioni della Roverella sono alquanto minori.
Normalmente i fusti delle tre specie sono considerati maturi quando hanno diametro di 45-55 cm. Il fusto delle prime due specie è abbastanza diritto e regolare, con una chioma folta e piuttosto espansa impostata su grossi rami: la
Roverella presenta generalmente fusti meno regolari di forma. In tutte tre le specie sono frequenti forti tensioni interne.

ASPETTO E CARATTERISTICHE DEL LEGNO: l'alburno giallognolo biancastro è nettamente differenziato dal durame bruno, passante a tonalità più cupe col tempo. I raggi midollari sono molto evidenti, particolarmente sulle superfici radiali
dove formano lucide specchiature. Grazie ai grossi vasi (pori) del legno primaverile gli anelli di incremento sono chiaramente identificabili. Il materiale fresco di taglio ha uno spiccato odore acido ed in esso compaiono facilmente delle macchie nerastre per il contatto col metallo degli attrezzi di lavorazione. 

LAVORABILITÀ : La segagione e la piallatura non presentano particolari difficoltà: è però da rilevarsi che a causa delle forti tensioni interne all'atto della segagione una parte delle tavole potranno aprirsi alle estremità con delle
spaccature a V le quali purtroppo portano ad un sensibile abbassamento della resa di segagione.
L'essiccazione è lenta e poco agevole perché difficilmente si riesce ad ottenere una distribuzione omogenea dell' umidità nel corpo delle tavole, soprattutto se queste sono di forte spessore. Da tale difficoltà -qualora si faccia
ricorso ai forni ad aria calda -conseguono spesso fenomeni di collasso e deformazioni localizzate.
In generale, il rovere può essere lavorato molto agevolmente. Va notato, comunque, che un momento essenziale e per certi versi delicato è rappresentato dalla sua essiccazione, procedimento che richiede una elevata dose di esperienza per essere portato a termine: in caso di essiccazione non ottimale, infatti, è concreto il rischio che compaiano deformazioni e crepe evidentemente poco gradevoli sotto il profilo estetico. La sfogliatura (praticata raramente) e la tranciatura si effettuano facilmente e portano a risultati soddisfacenti. La eventuale tinteggiatura e la verniciatura non pongono particolari problemi: in relazione alla porosità del legno richiedono però un elevato consumo di turapori.

IMPIEGHI PRINCIPALI: il legname di Rovere è altamente pregiato sin dall'antichità per: costruzioni navali, marittime, opere varie di carpenteria e di falegnameria. 

Nota. La consistente richiesta di legname di Rovere per i vari impieghi menzionati più sopra non può essere coperta dalle disponibilità italiane ed è pertanto necessario ricorrere a massicce importazioni: si tratta però non soltanto di un problema di quantità ma anche di qualità giacche il materiale proveniente dalla Francia, dalla Jugoslavia e dalla Polonia è giudicato assai migliore del nostro sia come lavorabilità che come aspetto. Un tale fatto incontestabile dipende essenzialmente dall' essere i querceti di tali paesi costituiti da Farnia e non dalla Rovere (sensu stricto) la quale invece assieme alla Roverella predomina in Italia.



             Tipologie strutture del mobile
            

Compensato



Il compensato è un materiale costruito sovrapponendo stati di legno sottili, sfogliati con apposita apparecchiatura (tornio) capace di ricavare un foglio molto sottile 1-3 mm  dal tronco dell’albero. 

Questi fogli vengono incollati  con colle viniliche resistenti all’acqua, per sovrapposizione con incrocio delle venature, questo  accorgimento permette di aumentare la resistenza del materiale. 

Per creare un pannello unico i vari strati vengono pressati con una pressa grande come il pannello da realizzare. 

La sua invenzione viene fatta risalire alla metà dell’800 e fu ideato per costruire le strutture dei mobili. 

I compensati usano per la loro realizzazione legni dolci come l’abete pioppo o betulla, esistono anche compensati realizzati con essenze pregiate che appaiono solo nell’ultimo strato quello esterno. 

Quando lo spessore complessivo supera i 12 mm di spessore si parla di multistrato. 

Il legno compensato ha molti usi nell’arredamento.

Pannello lamellare



E’ costituito  da listelli  di  legno massello  con dimensioni che non superano i 20 cm  incollati sulle testate e lungo i bordi, per formare pannelli di varie dimensioni e spessore.  E' robusto  e si  presta a  numerosi  impieghi.  Rispetto  ad un'asse di  legno  massello  delle stesse dimensioni  il  pannello  in lamellare è più omogeneo e più stabile, pur essendo il legno un materiale combustibile nei pannelli lamellari la resistenza al fuoco è pari a quello in calcestruzzo. 

I pannelli in lamellare vengono realizzati con l’abete rosso, il larice, il rovere. 

Questo materiale permette di realizzare soluzioni che i comuni alberi per dimensioni e strutture non permettono di costruire. 

La sua comparsa nel mercato avviene nei  primi anni  del 900 con l’avvento di nuovi collanti. 

Il legno lamellare pur essendo un prodotto industriale ha tutte le caratteristiche del vero legno e possiamo riassumere le sue caratteristiche in: 

Buona resistenza meccanica  su tutta la sua superficie. 

Resistenza al fuoco superiore al legno naturale. 

Economicità e leggerezza. 

E’ riciclabile.

Pannelli listellare



E’ un prodotto industriale ma conosciuto già nell’antico Egitto e usato per realizzare arredi è  costruito da una parte centrale realizzata incollando listelli di legno di essenze diverse fra loro, i listelli possono avere lunghezze variabili e possono raggiungere la lunghezza massima di 33 mm. 

L’anima centrale è realizzata con listelli opportunamente stagionati e depurati dei maggiori difetti del legno come grossi nodi, marciume ecc. 

I listelli sono assemblati con collanti a bassa emissione di formaldeide. 

Il legno listellare perché alla fine di legno si tratta  ha molti vantaggi costruttivi dettato dal fatto che il materiale risulta facilmente lavorabile. 

Esistono anche pannelli superleggeri di listellare realizzati con pioppo adatti a realizzare ante soggette a continue sollecitazione nella zona cerniera. 

Le superfici esterne del pannello sono realizzate con sfogliati che possono successivamente essere  impiallacciate o nobilitate.

Tamburato



Il tamburato è composto da un telaio in legno di abete o pioppo, al cui interno viene messo un materiale chiamato “nido d'ape”, che può essere realizzato in legno o in cartone. Sopra e sotto a questo telaio vengono pressati due fogli di compensato. Molto usato fino a qualche anno fa per la realizzazione dei mobili, è stato sostituito dal listellare.

E' un modo di realizzare le strutture dei mobili molto ricercata usata per produzioni di alto livello.
Consiste in una struttura "a sandwich" composta da: 1- impiallacciatura 2- pannello 3- nido d'ape 4- pannello 5- impiallacciatura.

In particolare lo strato a nido d'ape è realizzato in legno dove si esige un’alta qualità in cartone nei casi comuni di utilizzo. Una tale realizzazione, lasciando uno spazio cavo all'interno di una struttura rigida, può così essere resistente e leggera allo stesso tempo.

Per aumentare ulteriormente la resistenza la carta viene, ove richiesto, sostituita con pani di poliuretano o polistirolo espansi o con nido d'ape di plastica o alluminio.

I pannelli di tamburato offrono robustezza e precisione e vengono incontro alle esigenze di ampie dimensioni che non sono ottenibili con legno massello.

Per la sua particolarità è tendenzialmente più costosa delle altre modalità costruttive e si colloca come lavorazione di pregio nella realizzazione di arredi soprattutto armadi dove necessita leggerezza nelle ante e per pannelli di grosso spessore e nella realizzazione di fianchi di armadi.




Truciolare



Agglomerato di particelle di legno, chiamato anche schegge di legno ottenute sminuzzando più o meno finemente scarti di varia provenienza di legno. Sono usati legnami di forma o dimensioni inadatte a ricavarne legno massello, legno recuperato da manufatti demoliti, legno di riciclo, ramaglie.

Per costruire pannelli a base legno si usano i chips non è altro che il nome dei pezzetti frantumati di legno di varie rovenienze di varie grandezze e si possono anche definire schegge. Questi pezzetti vengono ripuliti dai materiali non lignei presenti soprattutto se il materiale proviene da raccolta differenziata o selezione di rifiuti misti industriali.

Le schegge sono essiccate fino al raggiungimento di un’umidità tra il 3% e il 6%. Le schegge di legno sono poi addizionate a resine sintetiche adesive e termoindurenti.

Questo impasto viene pressato passando attraverso una calandra, che è una macchina costituita principalmente da due cilindri sovrapposti a distanza variabile, che lo schiaccia parzialmente, per togliere parte dell’aria contenuta all’interno, facilitando la fase di pressatura vera e propria.

All’uscita della pressa i pannelli vengono fatti raffreddare, poi passano in una calibratrice, che è una macchina che lavora il pannello con dei nastri abrasivi, larghi come tutto il pannello, per ripulire e spianare le due facce, dandogli nel contempo lo spessore definitivo.

Il truciolare è un materiale molto sensibile all’acqua che ne provoca l’immediato rigonfiamento e, una volta asciugato, non ritorna alle dimensioni originali, come accade invece per il legno massello.

A questo scopo, le aziende produttrici hanno immesso sul mercato due tipi particolari di truciolare: quello idrofugo, colorato leggermente in verde, e quello ignifugo, colorato leggermente in rosso; l’accorgimento della colorazione è legato alla necessità di poterli immediatamente distinguere da quello normale.

Se guardiamo un pannello di truciolare nel suo spessore, notiamo che le scaglie che lo costituiscono sono differenziate: i due strati esterni sono ottenuti con particelle più piccole, mentre quello centrale è fatto con scaglie più grandi, almeno nei pannelli più spessi.

Vengono utilizzati più che altro rivestiti con carte melaminiche o impiallacciature di legno, materiali plastici e spesso li troviamo nei piani di lavoro delle cucine o nelle ante nelle strutture o cassoni per basi e pensili della cucina. Il truciolato ha scarsissima resistenza all'umidità.
Esistono però pannelli trattati per essere idrorepellenti e anche ignifughi.

I principali impieghi dei pannelli sono nell’industria del mobile, che assorbe circa il 65% dell’offerta di pannelli truciolari.

I pannelli truciolari sono materiali stabili ed uniformemente consistenti. Quelli costruiti di particelle fini hanno superfici ben lisce e sono ben adatti ad essere impiallacciati. Una gran varietà di pannelli già rifiniti usando piallacci di legno, o laminati di carta o plastica. Quasi tutti i pannelli di truciolare sono piuttosto friabili ed hanno una resistenza a trazione inferiore a quella del compensato.

Truciolare a strato singolo
Detto anche truciolare semplice, è fatto di un panforte uniforme di trucioli relativamente grossi ed ha delle superfici relativamente ruvide. È ben adatto ad essere impiallacciato o laminato, ma non ad essere dipinto.

Truciolare tristrato
Ha un nucleo ben distinto di trucioli grossi laminato tra due strati di trucioli più fini. Gli strati esterni contengono una più alta quantità di resina, che produce superfici più lisce adatte per gran parte delle finiture, inclusa la verniciatura.

Truciolare a densità variabile
Una variante al truciolare tristrato, dove il nucleo di trucioli grossolani si trasforma gradualmente in superfici di trucioli finissimi.

Truciolare nobilitato
Le superfici sono ricoperte di piallacci selezionati, laminati plastici o di un sottile foglio di melanina. Quelli impiallacciati in legno sono già rifiniti e pronti per ricevere la rifinitura; quelli laminati o con superficie melaninica non hanno bisogno d'ulteriori lavorazioni e si possono usare come tali. Alcuni di questi pannelli in laminato plastico sono già sagomati per uso come piano d'appoggio per cucine componibili. Per i pannelli impiallacciati o ricoperti da fogli melaninici sono normalmente disponibili bordi d'uguale colore.

Pannelli a scaglie
Di relativamente recente introduzione sul mercato italiano e normalmente di importazione, questi sono truciolari costituiti da trucioli e scaglie molto grosse, normalmente di qualche varietà di pino. N'esistono di due tipi. Quelli a fibre orientate, costituiti da tre strati di scaglie con orientazione perpendicolare tra di loro, grosso modo come un compensato a tre strati. E quelli dove le fibre sono distribuite in modo casuale. Questi pannelli presentano usa resistenza a trazione di molto superiore a quella dei truciolari normali.


Medium Densisy Fibreboard MDF



Questo tipo di pannello e comparso nel mercato alla fine degli anni ’70, è l’ evoluzione del pannello di truciolare; è infatti sempre un pannello di particelle, solo che in questo caso i chips di legno passano attraverso un contenitore dove vengono sottoposti all’azione del vapore ad alta temperatura e sotto pressione, per sciogliere i legami tra le particelle del legno.

In seguito si trasferisce il tutto negli sfibratori, che trasformano il legno in una pasta che viene addizionata generalmente di colle a base di urea-formaldeide e quindi i pannelli vengono prodotti con la stessa metodologia dei truciolari.
Quello che si ottiene è un pannello molto più compatto e resistente, tanto da essere lavorato, in taluni casi, come se fosse un pezzo di legno massello.

Poiché questo materiale viene ricomposto con il procedimento sopra descritto, non ha una vena come il legno ed è quindi lavorabile nello stesso modo in qualunque direzione.

Come contropartita dobbiamo accettare che questo materiale non abbia la medesima resistenza alla flessione che ha il legno, nel senso longitudinale della venatura.

L’MDF non è comparso nelle sue varie versioni contemporaneamente. Ma ha seguito un’evoluzione abbastanza articolata: il primo MDF che è comparso sul nostro mercato era piuttosto pesante e compatto e non c’erano molti spessori a disposizione; costituiva però una grande novità ed un grande passo avanti nella costruzione dei mobili che dovevano subire un processo di laccatura, proprio in funzione della finezza della sua composizione.

Prima dall’arrivo dell’MDF per produrre degli sportelli laccati, si doveva partire da dei pannelli di truciolare, multistrati o tamburati, che venivano stuccati dappertutto con dello stucco da rasare (chiamato anche stucco francese) per chiudere tutte le porosità superficiali, poi ad essicazione dello stucco avvenuta, subivano una carteggiatura con carta vetrata fine e successivamente una mano di fondo, nuova carteggiatura, quindi la verniciatura finale (o laccatura, lucida o opaca) per dare agli sportelli l’aspetto voluto.

I pannelli di MDF si trovano in diverse versioni: il più pesante è quello normale, il tipo “light” è un po’ più leggero, e la versione “extra light” è quella più leggera di tutte.

E’ ovvio che sono state create diverse tipologie di materiale per soddisfare diverse esigenze: se devo fare il pannello centrale di una porta laccata con intelaiatura, assottigliato sui bordi esterni, si usa quello più compatto e quindi il più resistente; se invece devo fare uno sportello piuttosto grande, utilizzando le tradizionali cerniere da cucina, è opportuno lavorare un pannello extra light per non gravare sulle cerniere in modo eccessivo, compromettendone la durata. Gli altri due tipi vengono utilizzati nelle situazioni intermedie.

Nella vasta gamma di MDF esiste una categoria che viene prodotta già colorata in tutto lo spessore e non solo esternamente.

Il vantaggio di questi prodotti è che si possono utilizzare così come vengono venduti, senza bisogno di finiture ulteriori, anche perché una volta tagliati mostrano nello spessore lo stesso colore presente sulle facce, dovunque essi vengano lavorati.

 

Impiallaccciatuta



L'impiallacciatura è uno strato superficiale di legno e deve essere solo di legno per potersi avvalere del nome impiallacciatura che ricopre la struttura delle ante, dei fianchi, di tutti gli elementi che compongono il mobile.

E’ una pratica che ha le sue origini nel Rinascimento quando per valorizzare mobili poco pregiati venivano impiallacciati (ricoperti) con uno fetta di legno di pregio. Il riallaccio cioè la fetta di legno nobile veniva realizzato tagliando fette di legno dello spessore 4/6 mm e veniva successivamente incollato questa tecnica usata ancor oggi e detta lastronatura.

Oggi gli spessori sono sempre più assottigliati permettendo anche di applicare l’impiallacciatura a superfici curve.

Lo spessore richiesto per definire un rivestimento "impiallacciatura"
è di 0,9 mm; ci sono in circolazione però, anche strati notevolmente più esili che a torto vengono definiti impiallacciatura.

Il supporto dell'impiallacciatura in pratica tutte le parti che compongono il mobile può essere o di listelli di legno, magari un legno "meno nobile" (che hanno il nome tecnico di multistrati se sono composti da tante fette di legno sovrapposte o di listellari che sono strutture realizzate affiancando listelli di legno) di quello superficiale, o di particelle di legno, definito "truciolare”.


Nobilitato



Il Nobilitato è un pannello di legno truciolare rivestito su di un lato, o su entrambi i lati, con carta melaminica (materiale sintetico costituito da fogli di carta sottilissima attorno al decimo di mm.) impregnata di resina melaminica.
L'uso di tale carta fa sì che il pannello nobilitato venga spesso anche chiamato pannello melaminico (o melaminico).
Il pannello può essere costituito oltre che di truciolare (anche da legni riciclati), anche da faesite, da compensato, da legno stampato, OSB o da MDF.

È considerato un prodotto piuttosto economico.

Alcune volte per impreziosire il prodotto ulteriormente si procede ad una verniciatura superficiale: questo processo rende la superficie del pannello quasi indistinguibile anche agli esperti rispetto ad un prodotto impiallacciato e verniciato.
Esistono inoltre carte melaminiche che simulano i pori del legno creando delle rugosità, oppure di contro nobilitati lisci da laccare che evitano che il truciolare assorba le vernici in profondità offrendo una buona superficie per le laccature.



Laminato



Conosciuto anche come formica (nome di un’azienda che ha inventato il laminato) è un prodotto sintetico costituito da un rivestimento di fogli di materiale fibroso nella maggior parte carte impregnate con resine fenoliche e applicato in pannelli di supporto di solito truciolati.

Il miglior laminato è siglato Hpl (laminato ad alta pressione) realizzato attraverso una forte pressione in abbinamento al calore. Gli spessori dei laminati possono variare da 0,6 a 1, 2 mmm.



 
                     Tipi di verniciatura

Impregnante



Per quasi la totalità delle volte il mobile dopo essere stato costruito ed assemblato viene tinteggiato prima della verniciatura, da ricordare i legni invecchiando naturalmente cambiano colore ad esempio il rovere il castagno, il noce, il ciliegio altri come l’abete rimangono del colore originale.

Prima dell’applicazione degli impregnanti il legno deve essere ben levigato usando apposite attrezzature, in questo modo il legno grezzo mostra i colori e le venature naturali più intense e meglio definite.

Il colore del legno viene cambiato usando degli impregnanti che possono a secondo della tipologia dell’impregnante essere diluito in acqua, alcool ,diluente nitro, fino ad ottenere il colore desiderato.

Gli impregnanti rispetto alle vernici che creano sulla superficie una pellicola vengono assorbiti dal legno e presentano il vantaggio di non staccarsi.

Gli impregnanti di qualità sono a base di acqua è penetrano meno di quelli a solventi e sono indicati per legno nuovo.

Verniciatura



Le vernici sono soluzione composte da solventi, legante, pigmenti, additivi, che creano una pellicola di protezione sulle superfici dopo il loro essiccamento.

Le vernici hanno il compito di mantenere il legno in buona salute oltre ad un fattore estetico.

Grazie a questa pellicola di protezione i mobili diventano facili da pulire, hanno una parte esterna più resistente ai graffi e alle abrasioni. 

Le vernici possono far assumere al legno un effetto lucido o satinato.

A seconda dei componenti della miscela di vernice possiamo avere:

• Vernici monocomponeti realizzate con un solo componente.

• Vernici bicomponenti miscelando due componenti hanno resistenza e durezza in superficie.

• Vernici ad acqua: il solvente è costituito da acqua sono inodori e atossiche usate per interni, non tendono ad ingiallire, conservano nel tempo brillantezza, non sono infiammabili.

• Vernici a base solvente: in queste vernici il solvente può essere acquaragia o diluente, queste vernici emanano per un periodo odore sgradevole.

• Vernici ad olio sono vernici a base di olio di lino caratterizzate da un forte potere penetrante sono poco utilizzate perché offrono una rifinitura grossolana.

• Vernici naturali sono realizzate con materiali naturali associati a solventi, come materiali naturali si usa la cera d’api, olio di lino, calce e resine vegetali. I vantaggi di queste vernici sono assenza di rischi per la salute.

Le vernici poi si classificano a secondo dell’aspetto che donano al mobile e quindi abbiamo:

• Vernici coprenti che coprono le venature del legno.

• Vernici trasparenti che lasciano vedere le venature del legno.

• Vernici ad effetto anticato che mettono in evidenza pori dando effetto antico.

Laccatura


Una struttura si dice laccata quando, anziché venire rivestita con uno strato superficiale di legno o laminato, viene colorata con vernici di vario tipo.
Anche le laccature, come i truciolari, hanno fatto negli ultimi anni passi da gigante, sia per praticità che per resistenza.

Le laccature permettono la scelta fra vasti campionari di colori, permettendo anche, su alcune produzioni, la laccatura a campione.

 

Laccatura a poro aperto




Una laccatura si dice a poro aperto quando lascia in evidenza, sia alla vista che al tatto, le caratteristiche del legno come venature, nodi, pori.
Viene usata quasi esclusivamente sui mobili dalle linee classiche-country.




Vi è una particolare finitura chiamata "decapé" dove, con una tecnica particolare, viene utilizzata principalmente come finitura alternativa per gli arredi e gli oggetti in legno poiché permette di giocare con una svariata gamma di colori lasciando trasparire le naturali venature del legno.



Laccatura a poro chiuso



Una laccatura si dice a poro chiuso quando copre ogni caratteristica ed aspetto del supporto sottostante: per questo motivo sotto ad una laccatura a poro chiuso spesso, ma non sempre, non ci saranno supporti in massello o impiallacciati.







                         Le strutture dei mobili 

La cucina: i suoi componenti

La cucina è composta da:

• scocche o cassoni
• ante
• piani e alzatine
• zoccoli
• piedini
• ferramenta











Le scocche o cassoni


Le scocche o cassoni possono essere anche chiamate fusto.
Sono la parte strutturale della cucina, sono quella parte che crea il contenitore su cui vengono applicate le ante, un elemento poco visibile dal punto di vista estetico. Si suddividono in scocche di contenimento quelle per il frigo, forno, lavastoviglie e quelle per i contenitori basi, cassettiere, pensili
Il prezzo e la qualità della cucina dipende anche dai materiali con cui è realizzata la scocca.



 

 

Possono essere in:

1. Nobilitato melaminico;
il 99% delle cucine in commercio, 
quando si acquista una cucina che ha questa tipologia di fusti dobbiamo fare attenzione a due aspetti:
• l’emissione di formaldeide gas emesso dalle colle del truciolare cercate quelli con sigla E1
• La resistenza all’acqua.






2. Listellare di legno; 
il cassone o fusto in listellare di legno, talvolta placcato sui due lati con laminati, offre molti vantaggi. Questo perché si tratta di un materiale che offre una resistenza praticamente totale all’acqua, soprattutto per quanto riguarda il multistrato in classe 3.












3. Legno Massello;

nelle cucine classiche, è possibile che il fusto sia realizzato in vero legno massello, non in materiali come quelli appena elencati, considerati comunemente meno resistenti e “falsi” legni.
Non è detto che il legno sia realmente più resistente; si tratta comunque di un materiale molto più soggetto di altri ad altri fattori, come l’acqua, le macchie, etc.
Il legno massello è un materiale difficile da mantenere, che richiede manutenzione frequente. Infine, una cucina con fusto in legno massello può arrivare ad avere costi elevati.







Quando si sceglie una cucina è importante per valutarne il prezzo sapere di che materiale è fatta la sua struttura, questo permetterà non solo di conoscere come stanno veramente le cose, ma anche se la vita in cucina sarà per noi salutare e funzionale.

Il venditore deve indicarci esattamente da cosa è costituito il fusto e a quali classi appartengono i materiali.

Non cadiamo nella rete di chi ci propone fusti in legno massello che costano poco: il vero legno massello ha costi alti.

Pretendiamo poi di conoscere il grado di emissione di formaldeide e la resistenza all’acqua dei materiali dei fusti; documentiamoci sulle modalità di pulizia e la resistenza alle macchie e ai graffi.

La nostra personale opinione è che i materiali determinano la qualità della cucina e anche la durata nel tempo.

Quando ci si appresti a fare un investimento per l’acquisto di una cucina bisogna  porsi una domanda: sono interessato ad avere una cucina che duri molti anni o mi serve una cucina che fra 3- 5 anni voglio cambiare?

Perché se stai cercando una cucina che ti accompagni per molti anni allora puoi valutare materiali come il legno multistrato, o il legno lamellare, mentre se stai cercando una cucina che fra pochi anni vorrai cambiare allora esistono soluzioni ugualmente valide, consigliamo di comprare una cucina con la scocca (struttura) in nobilitato con due attenzioni la prima all’umidità, la seconda alle emissioni di formaldeide.


Attenzione non tutti i pannelli melaminici sono uguali.


La qualità varia a seconda dello spessore della carta melaminica (più spesso è il foglio, migliore è la protezione del pannello), in base alla compressione del truciolare (più i trucioli sono compatti più il pannello è duro e resistente).

Una cucina molto economica avrà uno spessore dei pannelli di 1,4cm. Una cucina di buona qualità avrà i pannelli di spessore 1,8cm. Una cucina di ottima qualità avrà pannelli con spessore superiore a 1,8cm.

Ci sono poi diverse tipologie di pannelli in nobilitato, quelli più adatti a una cucina sono quelli idrorepellenti di classe V100 (coefficiente di assorbimento dell'umidità) cioè pannelli fatti con un truciolare idrorepellente, ovvero che ha un ritardo nell' assorbimento dell' acqua.

E' meglio che il pannello sia anche di classe E1 o E0 (coefficiente di presenza di formaldeide) cioè senza formaldeide, che sarebbe la componete "tossica" della colla che serve per incollare il foglio di colorato o effetto legno che vediamo sulla scocca (foglio melaminico).

Quindi prima di comprare una cucina assicuratevi che la scocca sia V100 di classe E1 o E0, fatta con un truciolare rigido e una melamina abbastanza grossa.

Questi requisiti ci garantiscono una durata molto elevata, quasi come il legno massello, ma con un costo più basso.






        Nuovi interessanti post nei prossimi giorni,                               torna a trovarci.